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All'inizio ci prendiamo qualche minuto per lasciare fuori la fretta e accorgerci di come stiamo. Non è necessario raccontare o spiegare tutto.

La Meditazione Sonora Vibrazionale unisce suono, respiro, ascolto e presenza. Nasce dal lavoro di Serena con le campane tibetane e di cristallo e dall'esperienza maturata accompagnando persone e gruppi nello studio di Palmanova.
Non devi saper meditare e non devi raggiungere uno stato particolare. Parti da ciò che senti: il respiro, le tensioni, il contatto del corpo con il pavimento e le vibrazioni degli strumenti.
Può capitare di arrivare a fine giornata stanche, ma di non riuscire comunque a rallentare. Il corpo chiede una pausa, mentre i pensieri continuano a muoversi.
La pratica parte proprio da qui. Non cerca di eliminare i pensieri e non richiede di “svuotare la mente”. Usa il respiro, la voce e le vibrazioni sonore per riportare gradualmente l'attenzione al corpo e al momento presente.
Ogni incontro è diverso, ma l'ordine è questo.

All'inizio ci prendiamo qualche minuto per lasciare fuori la fretta e accorgerci di come stiamo. Non è necessario raccontare o spiegare tutto.

Il respiro viene guidato con semplicità. Quando rallenta, il corpo può iniziare a uscire dallo stato di continua attivazione e trovare una condizione più favorevole al riposo.

Campane tibetane e di cristallo, gong, tamburo e voce accompagnano la pratica. Il suono non serve a coprire i pensieri: offre un punto concreto al quale riportare l'attenzione.

Alla fine lasciamo uno spazio di silenzio e ascolto. Nei percorsi continuativi, ciò che emerge durante la pratica viene collegato alla vita quotidiana.
Le vibrazioni degli strumenti vengono percepite attraverso l'ascolto e il corpo. Aiutano a mantenere l'attenzione sull'esperienza presente anche quando la mente tende a distrarsi.
Utilizziamo pratiche respiratorie diverse a seconda dell'incontro. Non forziamo il respiro: impariamo prima a osservarlo e poi, quando utile, a rallentarlo.
La pratica non avviene soltanto “nella testa”. Posizione, respiro, sensazioni e tensioni diventano riferimenti concreti per riconoscere come stiamo.
Una singola esperienza può offrire una pausa. La continuità permette invece di conoscere meglio le proprie reazioni e portare la pratica nelle giornate normali.
A seconda del percorso utilizziamo campane tibetane e di cristallo, gong, tamburo, mantra, tracce sonore, Reiki e Piramide di Rame. Non sono presenti tutti insieme in ogni incontro: Serena sceglie gli strumenti in funzione della pratica proposta.
Il metodo si articola in sette aree. Non sono presenti tutte insieme in ogni incontro: Serena sceglie quali utilizzare in base alla pratica proposta.
Il suono e il respiro sono presenti nelle pratiche contemplative da secoli. Oggi la ricerca ci aiuta a comprendere meglio alcuni dei meccanismi coinvolti: il rapporto tra respirazione lenta e sistema nervoso autonomo, il ruolo dell'ascolto nella regolazione dell'attenzione e gli effetti della musica sullo stato emotivo.
Allungare l'espirazione è uno dei modi più semplici per dare al corpo un segnale di rallentamento.
Un suono continuo offre un punto concreto al quale tornare quando la mente si distrae.
Ritmo e musica possono influire sullo stato di attivazione: per questo scegliamo con cura tempi, strumenti e pause.
Non presentiamo la Meditazione Sonora Vibrazionale come una terapia e non promettiamo risultati uguali per tutte. Traduciamo ciò che conosciamo in una pratica accessibile, lasciando che ogni persona osservi la propria esperienza.
Alcune persone descrivono una sensazione di leggerezza. Altre si accorgono delle tensioni soltanto quando iniziano a lasciarle andare. Altre ancora hanno bisogno di più incontri prima di riuscire a fermarsi davvero.
Possibili esperienze:
Il massaggio sonoro che ho ricevuto è stato sublime, sensazione di benessere diffuso accompagnato da suoni e vibrazioni uniche che non ti aspetti…
Paola M. · recensione su GoogleQui la pratica è il fulcro: qui si fa esperienza, guidati da chi si pone accanto a te e non un gradino più su. Scopri che è proprio il metodo che ti ci vuole.
PatriziaUn luogo intimo, dove il calore di Serena e del suono ti avvolgono. Sono molto contenta di aver intrapreso questo viaggio che spero continui.
Giusy F. · recensione su Google
Serena ha costruito questo approccio attraverso lo studio della meditazione, del respiro, del Reiki e degli strumenti sonori, ma soprattutto attraverso il lavoro continuativo con persone e gruppi.
Federica cura l'accoglienza, l'organizzazione e la relazione con chi entra nel mondo di Respiro Energia. Il suo ruolo rende possibile quella continuità che non finisce quando termina una singola pratica.
Conosci chi siamoPer provare una serata di suono senza assumere un impegno continuativo.
Scopri le esperienzePer praticare con regolarità attraverso Consapevolezza Vibrazionale.
Scopri il percorsoPer ricevere un'esperienza costruita intorno al momento che stai vivendo.
Scopri i trattamentiNo. Non serve nessuna esperienza: la pratica parte da ciò che senti in quel momento, anche se non hai mai meditato.
Dipende dalla proposta. Nelle meditazioni si sta di solito sedute, nei bagni sonori e nei trattamenti si può stare distese. In ogni caso puoi scegliere la posizione più comoda per te.
No. Non è necessario raccontare o spiegare nulla: puoi partecipare senza parlare di te.
Sì. Non c'è nulla da credere: ti invitiamo a provare e a osservare la tua esperienza, senza dover dimostrare niente.
No. Sono percorsi di benessere e di attenzione a sé: non sono una terapia e non sostituiscono cure mediche o psicologiche.
Una singola esperienza di gruppo, come una serata di suono, oppure un messaggio su WhatsApp: ti aiutiamo a capire quale proposta è più adatta a te.

Se vuoi conoscere il metodo, puoi partire da una singola esperienza oppure scriverci. Ti aiutiamo a capire quale proposta può essere più adatta a ciò che stai cercando.